Bei gani? Quanto costa? Il mercato in Africa
Ciabattini in una via del centro di Dar es Salaam
© Museo e Villaggio Africano (Photo: Andrea Brollo)
© Museo e Villaggio Africano (Photo: Andrea Brollo)
VIVERE IN CITTÁ
Ovunque nel continente africano ogni anno migliaia di persone, attirate dal miraggio di una vita migliore, abbandonano i propri villaggi per recarsi in città, dove presto molte di loro vanno ad ingrossare le fila dei disoccupati e dei disperati.
Per sopravvivere uomini e donne, giovani si inventano attività economiche occasionali e mutevoli, al servizio dei turisti e dei pochi nababbi locali.
Anche i bambini ed i ragazzi spesso non frequentano la scuola perché chiamati a contribuire al reddito familiare. Parcheggiatori, lustrascarpe, camerieri, fattorini, lavavetri, venditori di sacchetti di plastica, sono tra le attività più svolte. Il fenomeno dei ragazzi di strada che chiedono l'elemosina, originario delle metropoli latinoamericane, diventa sempre più un'emergenza sociale anche in Africa.
Tra i ragazzi ed i giovani di Dar es Salam, la capitale della Tanzania, le difficoltà della vita urbana, tra lavori precari, abitazioni fatiscenti, carenza di servizi sanitari e criminalità diffuse sono riassunte nel saluto più in voga: "Habari ya mihangaiko?", "Come vanno le tue ansie?".
Ovunque nel continente africano ogni anno migliaia di persone, attirate dal miraggio di una vita migliore, abbandonano i propri villaggi per recarsi in città, dove presto molte di loro vanno ad ingrossare le fila dei disoccupati e dei disperati.
Per sopravvivere uomini e donne, giovani si inventano attività economiche occasionali e mutevoli, al servizio dei turisti e dei pochi nababbi locali.
Anche i bambini ed i ragazzi spesso non frequentano la scuola perché chiamati a contribuire al reddito familiare. Parcheggiatori, lustrascarpe, camerieri, fattorini, lavavetri, venditori di sacchetti di plastica, sono tra le attività più svolte. Il fenomeno dei ragazzi di strada che chiedono l'elemosina, originario delle metropoli latinoamericane, diventa sempre più un'emergenza sociale anche in Africa.
Tra i ragazzi ed i giovani di Dar es Salam, la capitale della Tanzania, le difficoltà della vita urbana, tra lavori precari, abitazioni fatiscenti, carenza di servizi sanitari e criminalità diffuse sono riassunte nel saluto più in voga: "Habari ya mihangaiko?", "Come vanno le tue ansie?".