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La chimica e l’industria

Monza, 1925. Brilli Peri vince il 5° Gran Premio d’Italia su Alfa Romeo-Pirelli
Monza, 1925. Brilli Peri vince il 5° Gran Premio d’Italia su Alfa Romeo-Pirelli
© Archivio Storico Pirelli
La rivoluzione scientifica ed industriale del secolo scorso è stata segnata da grandi trasformazioni determinate da nuovi processi e da nuovi prodotti, come - appunto - le vernici. L'innovazione ha riguardato soprattutto i materiali polimerici e l'industria italiana delle vernici ha fatto registrare crescente competitività, soprattutto nel comparto automobilistico.

Le vernici sono una delle più interessanti "manifestazioni artistiche" della chimica: proteggono ma anche abbelliscono e valorizzano il prodotto.

Le prime vernici furono composte in modo molto semplice; più tardi resine, solventi e pigmenti di sintesi consentirono una colorata molteplicità di soluzioni.

La vernice è costituita fondamentalmente da un componente filmogeno, da un solvente capace di renderlo fluido e - per ultimo - da un agente plastificante che le consente - una volta essiccata - di mantenersi elastica.

Il processo di formazione della pellicola dipende essenzialmente dalla natura del componente filmogeno: oli essicativi (olio di lino cotto), resine naturali, cellulosa e vari tipi di resine sintetiche (poliestere, fenoliche, epossidiche).
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